lunedì 18 aprile 2011

Intendere e volere

Il punto centrale su cui si basa l'orrenda accusa che ci viene rivolta e' l'affermazione secondo cui Stefano Cucchi sarebbe stato incapace di intendere e di volere.

Ragioniamo. Si afferma che egli non fosse nel pieno delle proprie capacita' mentali. Questa affermazione e' estremamente grave ovvero pesante nel senso che presuppone che una persona giudicata tale venga considerata alla stregua di un malato mentale grave ovvero in stato confusionale tale per cui la sua volonta' deve essere ignorata.

Stabilito cio' e fatta richiesta al magistato in quanto si tratta di limitazione della liberta' personale e quindi deve essere approvata e ratificata mediante un procedimento giuridico il soggetto puo' essere sottoposto a trattamenti sanitari obbligatori del tipo appunto nella maggioranza dei casi internamento in reparto psichiatrico, mediante sedazione abbastanza profonda da impedire l'opposizione ai trattamenti ritenuti opportuni. Quindi vediamo un po' ci vuole un medico che stabilisca che il soggetto e' in condizioni di tale alterazione delle proprie facolta' mentali da dover essere sottoposto ad abolizione della propria liberta' di scelta.

In secondo luogo ci vuole un magistrato che lo disponga per legge. Bene presso il tribunale il giovane e' stato visitato da un medico che avendo li' a disposizione il magistrato non ha minimamente messo in dubbio lo stato di capacita' del soggetto. In questo caso dunque sia il medico che lo ha visitato che il magistrato hanno mancato del loro dovere?

I medici del Fatebenefratelli lo visitano due volte. La prima volta lo visita addirittura il neurologo per via del dolore alla schiena e alla deambulazione. Il neurologo che di capacita' mentali si suppone ci capisca più di un PM stabilisce che il paziente e' LUCIDO VIGILE NORMORIENTATO che in altri termini vuol dire persona in grado di intendere e di volere. Il medico del PS del FBF dimette il paziente contro il parere medico ovvero il Cucchi rifiuta il ricovero ed il medico accoglie questa sua decisione senza colpo ferire. Lo fa firmare sulla cartella per dimostrare che la sua volonta' fosse testimoniata per iscritto e non sorgessero probelmi. Capite? Il medico del FBF non mette minimamente in dubbio che la volonta' del giovane possa essere non valida a causa di uno stato di incapacita' mentale. Il giorno dopo il giovane viene ricondotto al PS e li' accetta VOLONTARIAMENTE di essere ricoverato.


Ora mi chiedo come puo' accadere che messo piede al Pertini il giovane diventi incapace di intendere e di volere? E poi chi lo ha stabilito?

Io non sono una persona che esperta di giurispridenza ma in questo caso esistono delle ovvie contraddizioni per non dire falsita' che non capisco come possano essere state concepite dai PM ed accolte dal GUP. Per favore qualcuno mi spieghi.


Fatebenefratelli pag1
Fatebenefratelli pag2

Fatebenefratelli pag3

Fatebenefratelli secondo ricovero

12 commenti:

  1. Il tuo ragionamento è corretto. mi domando quindi quali sono i fatti su cui si basa l'accusa, visto che sembra non tenere conto nemmeno di quanto riportato dai medici del fatebenefratelli.

    RispondiElimina
  2. Il certificato riportato, al di là di ogni concettura, rappresenta una prova storica che non può essere disconosciuta e cioè che il povero Cucchi, al momento del ricovero al S. Pertini era capace di intendere e di volere, cioè era in grado di autodeterminarsi. Anche perchè la capacità si presume ed è un concetto anzitutto giuridico, se poi, come risulta dal certificato pubblicato, un neurologo attesta che il pz. era lucido ed orientato non riesco proprio a capire come si può sostenere l'incapacità, visto che lo stesso ha testimoniato le sue scelte.

    RispondiElimina
  3. giustissimo, sapete che vi dico?
    in questo paese si stanno sprecando altre centinaia di migliaia di euro per un processo inutile e io pago......

    RispondiElimina
  4. Ehi Mr. processo inutile, ma ti sei bevuto il cervello? Se questo processo farà emergere che i carabinieri hanno pestato Cucchi, la polizia penitenziaria ha dato la seeconda razione e i medici hanno completato il quadro ignorandolo, sarò ben lieto di pagare le tasse. Chiaro?

    "“E’ stata un’udienza illuminante e per aspetti decisiva, ha dichiarato Fabio Anselmo, legale della famiglia Cucchi. E’emerso in particolare che Stefano chiedeva aiuto fino all’ultimo giorno e non si “stava lasciando morire” rifiutando di essere curato, secondo la versione fornita ai genitori, anche per questo aveva chiesto un incontro con il cognato. Le deposizioni rese poi dagli agenti di polizia penitenziaria hanno confermato cheStefano al momento dell’arresto era stato picchiato duramente dai carabinieri”."

    RispondiElimina
  5. Vorrei sapere su che basi afferma Fabio Anselmo che non rifiutava e che è stato "ignorato" dai medici ed infermieri visto TUTTO LE EVIDENDENZA AL CONTRARIO.

    Se i Carabinieri lo hanno picchiato è stato LA PROCURA a difenderli e che ha cercato di scaricare tutto su tutti TRANNE i Carabinieri (che non sono al processo tra i deputati, ma solo testimoni).

    La domanda sempre è "perchè?"

    Daniel

    RispondiElimina
  6. Chi ha mai affermato che si è lasciato morire? Ha posto in essere dei rifiuti di terapie e accertamenti diagnostici, ha rifiutato di assumere a volte il vitto per celiaci che lui stesso aveva richiesto.
    Ha assunto acqua succhi di frutta (lo dimostra la diuresi prodotta) e i valori pressori stabili ed è stato sempre determinato nel richiedere e non accettare le nostre cure a tal punto di mandare a quel paese chi gli proponeva, nei giorni del ricovero, di cambiarsi gli abiti con cui era giunto in ospedale.

    RispondiElimina
  7. con tutto il rispetto dell'avvocato Anselmo, che si sa vendere benissimo, ed è sempre pronto a farsi riprendere dai cameramen, quello che è emerso dalle udienze, che si possono ascoltare su radio radicale è che Stefano Cucchi non ha voluto parlare con i familiari, ha chiesto del cognato, non della sorella o dei genitori, e la ragione è ben spiegabile, ed ha scritto, la notte prima di morire una lettera ad un volontario del CEIS, pregandolo di aiutarlo ad uscire dal Carcere. Di conseguenza non credo proprio che si trovava in uno stato di incapacità nè di abbandono. Se qualcuno ha detto che è stato malmenato non si è mai riusciti a capire chi è stato l'autore, più di un Carabiniere ha riferito che Cucchi ha detto: sono stati amici miei fuori, poi che sono caduto dalle scale, il P.M dell'udienza, ha detto che non ha notato nulla sulla sua persona perchè non c'era nulla di particolare, e non credo che il rappresentante dello Stato ometta qualcosa o non dica la verità. E poi è ovvio che i genitori portano avanti la loro tesi, si sono costituiti apposta parte civile e li capisco anche umanamente. Certo la tesi della Procura vacilla, perchè quando sono stati controesaminati gli agenti della Polizia Penitenziaria e agli stessi è stato chiesto se consocevano i medici della Struttura Protetta, tutti hanno detto di no, di conseguenza è evidente che non è sostenibile l'accordo con gli stessi, il filo rosso, finalizzato a nascondere le lesioni del Cucchi.Piuttosto sulle occhiaie del Cucchi si potrebbe pensare anche a malattie della pelle ed ecco spiegato il perchè egli faceva uso continuo di lampade, secondo i genitori una o due a settimana. Di conseguenza prima di parlare di abbandono io sarei piuttosto cauto e lascerei che il processo faccia il suo corso.

    RispondiElimina
  8. Vi chiedete perché non ci sono carabinieri a processo? Semplice: sono intoccabili. Basta mettersi d'accordo su cosa scrivere nei verbali, e il PM li prenderà per oro colato. E ricordate che i carabinieri fanno anche attività di polizia giudiziaria, quindi stanno a contatto quotidianamente con questo o quel PM, pranzano insieme, si prendono il caffè insieme. Quindi non c'è intresse ad indagarli per semplice opportunismo. Aggiungete il senso di impunità garantito da quella divisa che indeghnamente indossano ed avrete un quadro chiaro della situazione. Studiatevi il caso di Giuseppe Uva, anche lì vedrete che gli unici condannati sono dei medici. Questa è l'Italia, questo schifo di nazione in cui viviamo. Il Cile d'Europa. Schifo. Ribrezzo. Vergogna!!!

    RispondiElimina
  9. Maria Grazia Diocaro7 giugno 2011 09:02

    La famiglia di Cucchi ha molto insistito sulle richieste di aiuto del povero Stefano. Ma nell'udienza di ieri è stato dimostrato che lui, in continuazione rivolgeva parolacce ai Carabinieri, e parlava normalmente con il suo avvocato e con il P.M. ed il Cancelliere. Quando poi è stato interrogato, ha cambiato voce, come un attore che recita una scena per cercare di uscire dal carcere, perchè doveva sistemare alcune cose, far scomparire la droga e gli oggetti che servivano per lo spaccio dalla casa di Morena, che aveva nascosto ai Carabinieri, mandandoli a fare la perquisizione a casa dei genitori dove non abitava più da anni.

    RispondiElimina
  10. Ah ecco perché l'hanno ucciso. Perché aveva un po' di droga a Morena, ma ai caraBBinieri ha detto che di andare a casa dei suoi...
    Ho capito. Grazie Maria Grazia. Quindi davanti al giudice ha cambiato voce. E davanti ai testimoni cos'ha fatto? Si è fatto prestare un po' di phard per farsi i finti lividi? E in ospedale? Ha rifiutato di farsi curare. Ed ecco la triangolazione perfetta delle cazzate.

    RispondiElimina
  11. Credo che bisogna gli elementi, ed anche a leggere anche i post e non solo i commenti per non fare una confusione totale:

    Per quanto riguarda le percosse ancora non sappiamo se o da chi fosse stato; tra gli atti c'e' un testimone che nomina i Carabinieri, ed uno che nomina le Guardia (ho letto questo, non parla italiano e la procura ha scelto di non registrare la sua voce in inglese, ma solo il traduttore, afferma piu' volte di aver conosciuto Cucchi, afferma prima che sono stati i Carabinieri, poi le guardie, poi afferma che le divise erano blu scure, poi la Procura gli corregge, grigio, dice di averli visto picchiare Cucchi nella cella accanto, quanto Barba gli dice che dalla serratura una cella non si puo' vedere nell'altro perche' sono uno accanto all'altro afferma che erano nell corridoio... Questo testimone ha avuto uno sconto della pena ed una casa pagato dal Comune di Roma).

    Non sappiamo la causa della morte di Cucchi con chiarezza perche' le tre perizie sono contraditorie (non solo tra loro, ma anche all'interno di se stessi)

    Lui non ha fatto finta di percosse, anzi, se sia stato picchiato, ha scelto di negarlo e dire che avessi caduto. Caduto o picchiato non e' stato stabilito se i traumi erano la causa della sua morte improvisa.

    Per il tribunale delle guardie c'e' la domanda se e' stato picchiato, se e' stato picchiato dalle persone accusato o da altri, e se le percosse gli hanno provocato la morte.

    Fatto sta che in molti altri casi durante la sua vita, e' caduto e subito fratture, fatto ricovero e rifiutato le cure, era l'ennesima volta il ricovero a Fattebenefratteli ed a Pertini che ha subito fratture, e l'ennessima volta che rifiutava le cure.

    Forse aveva anche buoni motivi di protesta per rifiutare le cure (la sera prima di morire ha dichiarato che rifiutava perche' non aveva avuto colloquio con l'avvocato).

    L'accusa ha scelto "Abbandono di Persone Incapace" che non significa che lo considerava vulnerabile al livello fisico, ma che lo considerava deficente e quindi che i suoi rifiuti dovevano essere ignorato. Il modo in cui ha cercato di nascondere le droge e' quindi rilevante nel fatto che era copis mentis, come all'epoca ha affermato il nuerologo di Fatebenefratelli (vedi il post qui sopra).

    Non era per niente il primo o l'ultimo detenuto di rifiutare le cure, come afferma anche la lettera d mia moglie (il primo post nel blog)

    Quindi fatto rimane che lui rifiutava. Per quanto riguarda il tribunale c'e' da discutere se lui aveva il diritto di rifiutare o se invece doveva essere COSTRETTO ALLE CURE CON LE FORZE.

    RispondiElimina
  12. I medici sono solo capri espiatori. Sul banco degli imputati ci devono stare i carabinieri, e tutte le guardie penitenziarie che l'hanno pestato. Il capo di imputazione per tutti dovrebbe essere come minimo OMICIDIO PRETERINTENZIONALE.

    RispondiElimina