martedì 12 aprile 2011

Commento di Stefania Corbi

grazie Flaminia per la tua iniziativa e anche per l'ultimo chiarimento del 26 marzo. Troppe cose inesatte vengono ancora spacciate come verità e purtroppo, come hai scritto tu, noi operatori sanitari della ASL RMB di fatto non possiamo rilasciare interviste, se non previa autorizzazione formale dell'Azienda. Questo è il motivo principale del fatto che, come molti ci rimproverano, la nostra voce (quella degli accusati)non si è mai fatta sentire pubblicamente.

Sono stata alla prima udienza del processo, e vi assicuro che non è stato facile. Ho preso piena coscienza di essere uno dei "mostri" accusati di una cosa ignobile per qualsiasi operatore sanitario, cioè di aver abbandonato una persona, fino a provocarne la morte. Le accuse che mi vengono rivolte le sento totalmente estranee.

Ho scelto di fare il medico con convinzione e non certo per ammazzare le persone. Ho anche scelto di andare a lavorare in un reparto per detenuti con consapevolezza, certa che mi avrebbe arricchito umanamente, ed è stato così. La soddisfazione più grande, per quanto mi riguarda, è il fatto che tutti i detenuti che si ricoverano nel reparto ci esprimono la loro solidarietà e vicinanza. Se ritenessero che siamo dei mostri, pensate che continuerebbero a farsi curare da noi? I detenuti non perdono la capacità di autodeterminarsi e possono scegliere, se non si fidano, di autodimettersi, ma questo non avviene. E poi, in quasi sei anni di vita del reparto, se fosse vero che siamo i mostri che dicono, quanti casi Cucchi si sarebbero verificati?

La media di decessi del nostro reparto è estremamente bassa, ben al di sotto della media dei reparti di Medicina, e i pochi decessi (in sei anni non arriviamo ad una decina), sono stati tutti, a parte quello di Stefano, per patologie in stadio avanzato. Il mio è solo lo sfogo di una pesona che vorrebbe che la verità venisse a galla. Faccio notare che al momento, ancora non si sa quale sia stata la causa di morte di Stefano, visto che le varie perizie arrivano a conclusioni opposte.

Aggiungo che la morte di un paziente è sempre una sconfitta, per qualsiasi medico. Personalmente, mi sono a lungo chiesta se avrei potuto fare qualcosa per evitarla. Tutto quanto ho fatto è scritto in cartella clinica. Ho passato tutto il pomeriggio del 21 ottobre a cercare di convincere Stefano a farsi curare, e come ha già scritto Flaminia, appena ho appreso che il motivo del rifiuto era il fatto di voler parlare con il proprio avvocato, ho scritto al Magistrato competente per informarlo. In tutta onestà credo di avere fatto tutto quanto possibile per convincere Stefano a farsi curare, ma ha continuato a rifiutare. Come ha già detto Flaminia, ho fatto leggere a Stefano la lista degli alimenti che poteva mangiare (riferiva di essere Celiaco). Dov'è l'abbandono??

Ho sempre fatto il mio lavoro con coscienza, e se riesco ad affrontare tutto questo con discreta serenità, è proprio perché la mia coscienza è tranquilla. Vorrei solo non dover subire, oltre a quello in tribunale (nel quale spero di riuscire a difendere il mio operato), anche un processo mediatico, ben più duro da sopportare, perché per l'opinione pubblica la sentenza è già scritta.
Scusate lo sfogo.

Stefania Corbi 

2 commenti:

  1. le parole di Stefania Corbo sono toccanti e sincere, chissà quante altre cose si potrebbero sapere se i protagonisti di questa vicenda fossero liberi di dare la loro versione su come si sono svolti i fatti. Ma in questo Paese c'è la presunzione di colpevolezza non di innocenza. Le lobby muovono i fili e la Magistratura le segue, basta vedere quello che ha fatto il GUP pagine e pagine di copia incolla senza porsi una domanda fondamentale, che poi è il fulcro di ogni processo, qual'è stata la causa della morte del povero Cucchi? (per il GUP ed i PP.MM. solo e sempre Stefano).

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  2. cara Stefania non devi scusarti dello sfogo anzi. spero che presto questa storia finisca e che tu e gli altri possiate ritrovare la tranquillità e la fiducia nel futuro che avevate prima di tutta questa vicenda.

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